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Strategie di valorizzazione dei beni immateriali nel contesto del Patent Box

Con la legge di stabilità 2015, in linea con quanto previsto da alcuni Stati membri della Comunità Europea, l’Italia ha introdotto il Patent Box, il regime di tassazione agevolata dei redditi derivanti dallo sfruttamento di determinate tipologie di beni immateriali, quali ad esempio i brevetti, il know-how e i marchi.

L’obiettivo di fondo del Patent Box è quello di incentivare la collocazione in Italia dei beni immateriali e di promuovere l’investimento nelle attività alla base del loro sviluppo.

Il regime consente ai contribuenti titolari di reddito di impresa di godere di una parziale (fino al 50%) detassazione del reddito riconducibile ai beni immateriali rilevanti.

In linea con l’obiettivo di fondo del regime, l’agevolazione è subordinata allo svolgimento di determinate attività, quali ad esempio la ricerca applicata o la pubblicità, finalizzate allo sviluppo dei beni immateriali rilevanti.

A questo argomento è stata dedicata la conferenza “Tax Climate Change: Managing Tax Risks And Intangibles Post-BEPS” organizzata dal Tax Executives Institute e dallo Studio Legale Bonelli Erede il 15 e 16 ottobre a Milano.

Tra i relatori è intervenuto Giandomenico Petronella, Partner di Valdani, Vicari & Associati, con un contributo su uno degli aspetti più critici della questione: le tecniche di misurazione del valore dei beni intangibili ed i possibili approcci per la determinazione del loro contributo al reddito d'impresa. 

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